Cambiamenti pt 1- La paura fa novanta
Buon pomeriggio cari amici lettori!
Torno oggi con rinnovato entusiasmo per presentarvi il primo post di quella che spero diventi una serie dal titolo "La paura fa novanta", una raccolta di racconti e storie vere dai risvolti inquietanti. Fatemi sapere se l' idea vi piace!
La storia che voglio narrarvi oggi è quella di un ragazzo, che per comodità chiameremo Lucio, un conoscente mio e del già menzionato Alberto.
Lucio è un ragazzo di 15 anni a cui non manca niente. Vive con la madre in un modesto appartamento, frequenta il liceo e ha degli amici, che chiameremo Cip e Ciop, a cui è molto legato. Tuttavia i voti a scuola non sono il massimo e rischia la bocciatura. I genitori decidono così di trasferirlo in un istituto privato distaccandolo dai suoi storici amici, con cui aveva frequentato le scuole medie. Ed è forse a causa di questo allontanamento che il giovane Lucio inizia a cambiare. Il lunedì seguente il ragazzo si presenta nella nuova classe ma fa fatica a socializzare con i compagni: la troppa timidezza infatti gli impedisce di fare conoscenza e per tutto il giorno rimane al suo banco senza proferire parola con nessuno, cosa che ripeterà il giorno seguente , così come quello successivo fino a fine settimana. Fortunatamente però quasi ogni pomeriggio riesce ad incontrare i suoi amici e in questo modo le sue giornate diventano meno pesanti. Passano le settimane e arriva maggio. Lucio ormai si sveglia le mattine solo per vedere i suoi amici il pomeriggio. Ma a partire dal primo lunedì del mese i due storici amici si fanno sentire molto meno a causa delle troppe verifiche e interrogazioni prima della fine della scuola. Lucio pensa che sia qualcosa di temporaneo, che appena finita la scuola loro tre continueranno a vedersi ogni giorno come quando andavano nella stessa classe. Ma la situazione non cambia: i due amici iniziano a frequentare nuove persone gli dedicano sempre meno tempo. Ogni tanto gli fanno qualche improvvisata venendolo a trovare a casa ma nulla di più. Lucio si chiude in casa e per tutta l' estate non fa altro che giocare alla Playstation, chiudendosi sempre più in sé stesso.
Un giorno di metà settembre poi la situazione degenera. Come di consueto i suoi due migliori amici vanno a trovarlo a casa ma subito notano che qualcosa non va. Lucio rivelerà infatti che è in pericolo e non è al sicuro nemmeno in casa sua dal momento che alcune persone stanno cercando di controllarlo utilizzando delle armi psicotroniche. Quello stesso pomeriggio rivelerà inoltre agli amici di stare indagando su queste persone e di aver contattato un fisico per mettere a punto un' attrezzatura in grado di distruggere le suddette armi. I due amici rimangono stupiti: pensano che Lucio stia impazzendo e che la colpa di tutto ciò sia loro per averlo trascurato durante l' estate. Decidono così di andarlo a trovare più spesso per tenergli compagnia e per assicurarsi che stia bene ma la situazione non cambia, anzi peggiora sempre di più. Un altro pomeriggio Lucio rivela di avere nuovi indizi sui colpevoli di tutto ciò e inizia a sostenere che a capo di tutta questa operazione vi siano gli alieni, che si sono alleati con alcuni terrestri per testare sulle persone le loro armi di ultima generazione. Aggiunge inoltre che l'ultima volta che è stato controllato da queste armi una vocina gli ha intimato di uccidersi e da questo ha dedotto che qualcuno avesse scoperto delle sue indagini e stesse cercando di smantellare ogni pista attraverso il suo suicidio. Poi in una sera di novembre del 2018 tutto cambia. Ciop, stanco dopo aver studiato tutto il giorno, si sta preparando per andare a dormire ma ancora non sa che quella notte non riuscirà a chiudere occhio per il terrore che vivrà di lì a poco. Intorno alle 23:55 il telefono si illumina e l' amico nota che il messaggio appena arrivato è quello di Lucio.
"Ciao Ciop sono io. Ascolta non ho molto tempo ma sono finalmente arrivato alla soluzione. Finalmente ho capito chi cerca di controllarmi e non ci crederai mai. Molto probabilmente mi stanno già cercando per uccidermi e se così fosse voglio che sia tu a fare i nomi dei colpevoli per incriminarli una volta per tutte. Avevo ragione su tutto cazzo. C'era una spia tra di noi, ecco perché di quella vocina, ma non pensavo mai nella vita fosse lui. E' CIP LA SPIA E CI HA MENTITO FINO A QUEL MOMENTO".
Gli aveva inoltre inviato l' audio di un altro presunto colpevole, un loro vecchio compagno delle medie a cui aveva scritto allarmandolo di aver capito tutto circa la sua colpevolezza e il suo utilizzo delle armi psicotroniche. L' audio era molto chiaro e recitava semplici parole:
"Ma vedi di spararti in bocca".
Una dichiarazione di morte oppure parole con le quali cercava di dimostrare la sua innocenza?
Ciop chiese ulteriori spiegazioni all' amico ma fu tutto vano: i messaggi non gli arrivavano più.
Ciao Alessandro! Come sempre complimenti per il post ;-)
RispondiEliminaLa storia del pover Mas... ahem, del povero Lucio mi ha sinceramente catturato. Spero proprio che tutto si sia risolto per il meglio... aspetto con ansia la seconda parte della storia!
Un abbraccio di cuore